mercoledì 19 marzo 2008

Addio a Arthur C. Clarke


Arthur C. Clarke, uno dei più grandi scrittori di fantascienza di tutti i tempi è morto all'età di 90 anni. Residente in una villa alle porte di Colombo (Sri Lanka) Clarke avrebbe da tempo sofferto di problemi respiratori. Autore di oltre cento libri fra romanzi e saggi di divulgazione scientifica, tradotti in tutto il mondo, Italia compresa, lo scrittore amava immaginare il futuro. In un’intervista concessa lo scorso anno alla rivista italiana Newton, Clarke aveva sostenuto che nel 2090 gli uomini avrebbero raggiunto «l’immortalità elettronica». «Ci sarà un download del nostro cervello - aveva detto Clarke - e tutto ciò che vi è dentro continuerà a vivere».

sabato 15 marzo 2008

Mindwire V5 aggiunge il dolore all’esperienza di gioco


L’esperienza di gioco dovrebbe essere più immersiva e gli attuali gamepad e volanti non sono in grado di generare sensazioni realistiche, limitandosi a vibrare o a replicare la forza centrifuga. Questo è quanto c’è alla base del progetto Mindwire V5, un dispositivo realizzato da alcuni studenti britannici, in grado di infliggere dolore al giocatore in caso di sconfitta.

Il progetto è compatibile allo stato attuale con GameCube, Xbox, PS2 e PC, non è quindi ancora compatibile con le console di ultima generazione, anche se il supporto sembrerebbe in arrivo.

Mindwire V5, prevede un dispositivo collegato alla console o al PC e 5 elettrodi da applicare sul corpo del giocatore, alimentati da 4 batterie. La compatibilità è legata alla tecnologia force feedback, quindi risulteranno compatibili col dispositivo tutti quei giochi che si avvalgono di tale tecnologia.

Per la particolare natura di questo dispositivo, basato su scosse elettriche anche se di moderata potenza, è sconsigliato l’utilizzo a chi soffre di cuore, usa pacemaker o è malato di diabete. È altresì sconsigliato applicare gli elettrodi in zone particolarmente sensibili come i genitali ed il viso.

Il prezzo è di 142 euro, spese di spedizione incluse. Citando le avvertenze, il dispositivo può causare “sofferenza, danni fisici o morte”.

Da Oneblog

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venerdì 14 marzo 2008

Loredana Berte'

Video amatoriale dell'arrivo della Bertè a casa dopo l'esclusione da Sanremo, occhio che è pieno di bestemmie e parolacce, se siete molto religiosi non guardate il video.

lunedì 10 marzo 2008

MacBook Air oggetto misterioso, fa perdere un volo aereo


Il MacBook Air è troppo innovativo e gli ispettori di sicurezza di un aeoporto americano non si fidano. Ispezioni a catena e un mega-consulto per far passare il computer dal check-point finiscono per far perdere un volo allo sfortunato possessore. È successo nei tecnologici Stati Uniti.

Se avete un Macbook Air e dovete prendere un volo state in campana: per qualcuno il nuovo computer di Apple è un oggetto misterioso, quasi alieno, il cui funzionamento e scopo è sconosciuto e come tale capace da gettare sospetti su di esso e su chi se lo porta in giro.

L'esperienza, a metà tra un siparietto comico e un fastidioso quanto preoccupante indizio sul livello di flessibilità mentale di qualcuno degli addetti ai check point degli aereoporti americani, è stato vissuto da Michael Nygard, di professione programmatore esperto in codice Java e frequent flyer. Lo scenario: l'aeroporto di San Josè. È stato in questo contesto che il buon Michael ha sperimentato sulla sua pelle come per quanti sforzi abbia fatto Jobs con le sue campagne di marketing, qualcuno non conosce il potenziale d'innovazione di Apple.

Proprio il fatto che MacBook Air non è un computer come tutti gli altri, infatti, ha messo in fibrillazione gli addetti alla sicurezza. Individuato il computer sul nastro che passa nel tunnel ai raggi X, la persona al display ha immediatamente fermato il nastro e chiamato un altro responsabile. Rapido consulto e la decisione di estrarre il portatile e di chiamare a rapporto il proprietario, collocato a debita distanza dal computer. Intorno al MacBook, spiega Nyagard, si è ben presto assiepata una piccola folla: una decina di persone che cercavano di capire che cosa fosse quel "dispositivo" (questo il termine usato) non identificato. Un oggetto misterioso per gli esaminatori: niente porte Ethernet, niente lettore di dischi e neppure niente disco fisso, come era evidente dall'immagine stampata dal lettore ai raggi X. Quando un agente più giovane è arrivato a dare manforte cercando di spiegare che si trattava di un vero computer, e che al posto del disco fisso c'era una memoria flash "come quella delle macchine fotografiche", i punti interrogativi idealmente dipinti sul volto dell'assemblea consultiva, non di dissipavano, ma si stagliavano ancora più netti.

Solo a quel punto entrava in scena "il capo" che, pur consapevole che non esisteva alcun documento della TSA (Transportation Security Administration, l'ente che si occupa della sicurezza negli aereoporti americani) che faceva cenno a cose simili a MacBook e che quindi quel "coso" poteva anche non essere autorizzato, decideva di chiamare il proprietario per la prova finale: accenderlo. Solo a fronte del "bong" d'avvio e del desktop di Mac Os X, lo scetticismo cominciava a dissiparsi anche se non del tutto. Nonostante la non piena convinzione sul fatto che si trattasse di un computer portatile il gran consulto consulto si scioglieva dando la sua benedizione: "Bisogna capire - è stata l'auto assoluzione - anche la TSA deve obbedire alle regole della TSA...".

Peccato che a quel punto il volo del povero Michael fosse già partito...

Da Macity

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mercoledì 5 marzo 2008

Addio Gary Gygax, il padre di Dungeons & Dragons


Si chiamano RPG, giochi di ruolo. E sono una delle più forti influenze che hanno fatto fermentare il mondo digitale. Ma sono nati sulla carta, anzi su tabelloni di cartone, soprattutto grazie alla fantasia, al genio e allo spirito fanciullesco di un signore che oggi purtroppo è scomparso.

Nei libri di storia il nome di Gary Gygax non c'è. Ed è un terribile errore. Perché se gli studiosi della cultura pop si soffermano su fenomeni tra loro i più diversi, dai Beatles di Liverpool alla vita degli inventori dell'insalata prelavata (che in effetti ha cambiato la vita a molti, soprattutto nelle grandi città), un posto d'onore dovrebbe spettare a lui.

Gygax era nato il 27 luglio del 1938 a Chicago, di padre emigrato dalla svizzera e madre americana. Un uomo che ha mantenuto sempre stabile il sogno sbocciato quando aveva cinque anni, l'età in cui cioè ha scoperto il mondo del gioco e non l'ha più abbandonato. Riuscendo in un equilibrio delicato e per molti impossibili di diventare un creativo e poi un innovatore a tutto campo, grazie alle sue creazioni.

Guardando la foto che circola in queste ore su Internet, quella di un signore con gli occhiali, la barba bianca e una improbabile camicia da americano in pensione, scura con vistosi motivi floreali verdi che la ravvivano secondo lo stile "pensionato in Florida", è in effetti difficile scorgere il bagliore del genio di quest'uomo, scomparso per problemi cardiaci dopo anni di passione. Eppure, senza di lui, non sarebbe nato Dungeon&Dragons. E, nonostante quello che molti possano pensare, senza D&D il mondo sarebbe molto diverso.

Fin da ragazzo Gygax è stato affascinato dai giochi da tavolo: soprattutto i wargames, le battaglie combattute con regole che cercano di riprodurre in sintesi le difficoltà tattiche e strategiche di due eserciti che si confrontano su terreni differenti. Negli anni, riuscì a trasformare questa passione in una attività professionale, lavorando con alcune delle aziende che erano attive nel settore, per trasformare molte delle sue fantasie in progetti reali.

Nel 1966, dopo aver fondato insieme ad altri la Federazione Internazionale dei Giochi di Guerra, fondò anche nel garage di casa sua uno degli eventi più significativi del gioco da tavolo con miniature, cioè la "Gen Con 0", una serie di giochi radunati adesso in una convention. Soprattutto, riuscì lentamente a far sposare la sua passione per il gioco da tavolo con le miniature, tipicamente di stampo militare e vicino ai grandi conflitti moderni (dalla guerra di Secessione alle campagne napoleoniche sino al primo e soprattutto al secondo conflitto mondiale) con il Medio Evo, la stagione dell'umanità che più lo affascinava, E il suo Medio Evo era un'età mitica, simile a quella pre-narrata da JRR Tolkien, in cui le fantasie e le paure del tempo si materializzavano.

Nel 1974, ispirato dallo scritto di fantascienza e fantasy Jack Vance (insieme a L. Sprague de Camp e Fritz Leiber, più Philip Jose Farmer), senza contare i numerosi altri contributi della cultura popolare, fondò la casa editrice Tactical Studies Rules e, insieme ad altri si mise al lavoro per creare un nuovo gioco, completamente differente da tutti gli altri. Si trattava di Dungeons&Dragons, un gioco di ruolo vero e proprio, in cui i giocatori incarnano i singoli protagonisti ai quali sono assegnate qualità (espresse da punteggi) che cambiano con l'evolvere del gioco, regolato da un master che costruisce l'avventura facendola letteralmente vivere ai suoi players.

Il contributo di Gygax alla cultura popolare in questo senso è stato fondamentale: i giochi di ruolo hanno preso il via con lui ed hanno assunto una coloritura fantasy che si sposa con quella a suo tempo creata da JRR Tolkien. Questo tipo di subcultura, ispirata alla creazione di monti nuovi di fantasia e anche interattiva, "personale" e mimetica grazie all'idea di RPG, divenne la cultura dominante dei campus americani (e di molti giovani europei, alla fine degli anni Settanta) ma soprattutto primi creatori della tecnologia informatica e di rete. Su Internet prima del web, insieme ai documenti e alle mailing list dedicate a Star Trek (e più tardi anche a Guerre Stellari), il mondo di D&D assunse dimensioni sempre maggiori.

Una ulteriore svolta venne, sempre in quel periodo che combacia con la fine degli anni Settanta e soprattutto gli Ottanta, con la nascita dei primi videogiochi commerciali di successo. Il genere dell'avventura interattiva evolve e assume una sua caratterizzazione sempre più netta grazie anche allo sforzo e all'esempio di Gygax: la sua fantasia e il set di regole e l'immaginario dei suoi universi diventano la base e lo standard sui quali suonare le variazioni che riempiono il cuore e la fantasia degli appassionati.

Il contributo di Gygax nell'inventare il gioco di ruolo è qualcosa che va al di là del successo commerciale (che in effetti l'uomo non riuscì mai a raggiungere pienamente, almeno a paragone della branda del mondo dell'intrattenimento che è in debito per il suo lavoro) e anche della cultura popolare intesa nel suo senso più "leggero". Ha invece trasformato pesantemente il costume e la psicologia, gli interessi e persino il modo di vivere di milioni di persone. Il suo impatto è stato talmente elevato da non essere percepibile, come per i suoni troppo forti che escono dallo spettro dell'udibile. Eppure, i milioni che si muovono oggi su World of Warcraft, ad esempio, oppure le decine di milioni di appassionati di Final Fantasy, o quelli che la sera vanno a combattere battaglie nei negozi monomarca dedicati a Warhammer 40.000 sono tutti, insieme a molti altri ancora, in debito con lui. E lui è scomparso ieri, per un ultimo fatale attacco di cuore.

Da Macity

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