I videogiochi moderni, per offrire immagini che si avvicinano il più possibile alla realtà, si basano sulla grafica tridimensionale, cioè la rappresentazione di mondi virtuali in tre dimensioni: larghezza, altezza e profondità (distanza). Tuttavia, l'esperienza 'virtuale' soffre ancora di un chiaro limite, cioè il monitor; seppur le immagini visualizzate sono costruite tridimensionalmente, il monitor è piatto, e l'immagine percepita dal giocatore rimane inesorabilmente bidimensionale.
Per ovviare a questo problema, è già disponibile - seppur poco diffusa - la tecnologia stereoscopica, che permette di far percepire all'utilizzatore un'immagine realmente tridimensionale, e quindi più immersiva. Questa tecnologia prevede tuttavia l'uso di speciali apparecchi, come gli occhialini 3D e gli head-tracker, nonché di software ottimizzati.
Benché non sia stato un argomento molto discusso durante gli ultimi anni, il futuro dei videogiochi (e non solo) è tridimensionale, e probabilmente l'uso di questa tecnologia non necessiterà nemmeno di apparecchiatura troppo specializzata.
Johnny Chung Lee, della Carnegie Mellon University, ci mostra quello che è riuscito a ottenere con una semplice modifica della console Nintendo Wii e un normale televisore. La semplice reazione dell'immagine 2D, sincronizzata con i movimenti della nostra testa, può già fornirci una convincente illusione 3D.
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